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I preziosi damaschi e tappeti di Palazzo Spadaro Libertini

by sicily

A differenza di molte dimore che hanno sostituito i damaschi originali, irrimediabilmente danneggiati dal tempo e dalle lesioni della guerra, con tappezzerie di lussuosa fattura moderna in carta da parati tessile damascata o in damasco sintetico, i Saloni di Palazzo Spadaro Libertini hanno conservato in uno stato ottimale i propri damaschi. I quali sono tutti originali e integri. Grazie ad un approccio del tutto conservativo, che ha consentito una minima invasività nel recupero degli stessi, i Saloni Giallo, degli Specchi o Rosso e Azzurro mantengono intatti ed in ottime condizioni  i propri damaschi, che vennero commissionati a suo tempo a sapienti manifatture francesi. I damaschi del Salone Giallo, di un bel colore oro, non hanno richiesto alcun intervento.

Palazzo Spadaro Libertini - Salone degli specchi

Palazzo Spadaro Libertini – Salone degli specchi

Il  Salone degli Specchi, di colore Rosso, presenta ancora intatta la preziosissima  tappezzeria di seta intessuta con fili d’oro che creano disegni di fiori, foglie, ghirlande, motivi tipici ottocenteschi. Il damasco dei parati del Salone Azzurro, il più antico di tutti, in quanto risalente ai primi del settecento, è una tappezzeria operata in due tonalità di azzurro, intessuta a fili d’argento che la proprietà ha preferito ripristinare, limitando al minimo l’intervento umano, al fine di conservarne la genuinità. Infatti, l’integrità degli arredi, dei damaschi, dei tappeti Aubusson e dei soffitti affrescati della parte di Rappresentanza di Palazzo Spadaro Libertini contribuiscono a farne un luogo “speciale”, in cui il visitatore prova un’esperienza indimenticabile, ricco come è di tutto quel fascino che trasmettono le cose passate, con la loro grande bellezza gelosamente custodita. Nei Saloni  si percepisce ancora la magia  sospesa, riflessa e rimandata dalle grandi Specchiere in un tripudio di giochi di luce e d’oro. Il visitatore, abbagliato, viene trasportato in una dimensione irreale in cui si provano ancora le emozioni, i sentimenti, la felicità di quei luoghi, di coloro che li animavano e li amavano. Si vive una favola in un tempo fermo per sempre che Visconti ha mirabilmente rappresentato nel suo capolavoro “Il Gattopardo”  di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.