Damaschi e tappeti di Palazzo Spadaro Libertini
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Dentro i Saloni di Palazzo Spadaro: damaschi, seta e tappeti Aubusson

by sicily

Nei Saloni di Rappresentanza di Palazzo Spadaro Libertini i damaschi alle pareti non sono stati sostituiti. Sono quelli che furono tesi lรฌ quando i Saloni vennero arredati, e sono arrivati integri fino a oggi.

Detto cosรฌ sembra poco. รˆ invece la cosa che rende questi ambienti diversi da quasi tutto il resto di ciรฒ che si visita, ed รจ il motivo per cui vale la pena guardare le pareti prima dei soffitti.

Chi li ordinรฒ, quando e perchรฉ lo racconta la storia della dimora. Questa pagina si occupa di cosa sono fatti e di come sono sopravvissuti.

Perchรฉ un damasco originale รจ raro

Un damasco รจ seta tessuta con l’ordito e la trama che si scambiano di posto, cosรฌ che il disegno appaia per differenza di riflesso e non per differenza di colore. Girando intorno a una parete, il motivo si accende e si spegne. รˆ una struttura bella e fragile: la luce la scolorisce, l’umiditร  la macchia, gli strappi non si rammendano senza che si veda.

Per questo in molte dimore le tappezzerie originali non ci sono piรน. Al loro posto si trovano carte da parati tessili damascate o damaschi sintetici, che a distanza reggono il confronto e da vicino no.

A Palazzo Spadaro il recupero รจ stato conservativo: intervento minimo, niente sostituzioni, niente rifacimenti. La conseguenza รจ che quello che si vede รจ originale, con i difetti che l’originale porta con sรฉ.

Palazzo Spadaro Libertini - Salone degli specchi

Palazzo Spadaro Libertini – Salone degli specchi

Tre Saloni, tre tessuti

Il Salone Giallo ha damaschi di un oro pieno. Non hanno richiesto alcun intervento: sono l’unico caso della dimora in cui il tempo non ha chiesto niente in cambio.

Il Salone degli Specchi, di colore rosso, conserva intatta la tappezzeria di seta intessuta con fili d’oro. Il disegno รจ fatto di fiori, foglie e ghirlande, motivi tipicamente ottocenteschi. รˆ la stanza in cui il meccanismo del damasco si vede meglio, perchรฉ le specchiere rimandano la stessa parete da due angolazioni diverse e il tessuto cambia a seconda di dove si guarda.

Il Salone Azzurro ha il tessuto piรน antico di tutti: risale ai primi del Settecento, quindi รจ piรน vecchio dell’arredo ottocentesco che lo circonda. รˆ una tappezzeria operata in due tonalitร  di azzurro, intessuta a fili d’argento. Anche qui la proprietร  ha scelto di ripristinare limitando al minimo l’intervento umano, per conservarne la genuinitร .

I tappeti Aubusson

I tappeti non furono comprati: furono commissionati per i Saloni ai quali erano destinati, alle manifatture di Aubusson, in Francia. รˆ la ragione per cui stanno ancora al loro posto โ€” misure, proporzioni e disegno sono stati pensati per quelle stanze e non per stanze in generale.

Alla stessa logica risponde il resto dell’arredo: infissi laccati bianco e oro e mobili ordinati in Francia, i damaschi alle manifatture tessili vicino a Versailles, i tappeti ad Aubusson.

Il Gran Coda Pleyel Wolff del Salone degli Specchi

Nella stessa commissione francese entrรฒ anche uno strumento. Si narra che il Patrizio Michelangelo Libertini di San Marco non si sia limitato agli arredi, ma abbia ordinato alla ditta Pleyel di Parigi un pianoforte, insieme ad arpe e altri strumenti, perchรฉ nei Saloni si potesse fare musica.

Il Gran Coda Pleyel Wolff databile intorno al 1865 รจ stato sottoposto a un restauro conservativo durato oltre un anno, nel quale tutte le parti originali โ€” corde, martelletti e tastiera in avorio โ€” sono state integralmente recuperate. รˆ stato poi accordato a un’altezza di poco inferiore allo standard odierno di 440 Hz: abbastanza perchรฉ si possa suonare in concerto e accompagnare cantanti lirici, senza forzare uno strumento di centosessant’anni.

รˆ lo stesso criterio dei damaschi, applicato al legno e al feltro: si conserva ciรฒ che c’รจ invece di riportarlo a nuovo.

Le memorie della Casa riportano che Richard Wagner โ€” in visita a Ramacca dalla figliastra Blandine, nipote di Franz Liszt, che aveva sposato Biagio Gravina di Ramacca โ€” si sia recato anche a Caltagirone e abbia suonato su questo strumento.

Cosa guardare, e in che ordine

Se capita di entrare nei Saloni, l’ordine che rende di piรน รจ questo:

  1. la parete, non il soffitto. Spostarsi di un paio di passi lateralmente e guardare come il disegno del damasco si accende e si spegne;
  2. il bordo dei tappeti, dove si capisce che sono stati fatti su misura per la stanza;
  3. la tastiera del Pleyel, che รจ d’avorio e originale;
  4. le porte in vetro dipinto, con animali esotici e fiori che ripetono i motivi delle volte.

Come funziona la visita e cosa comprende รจ spiegato nella pagina dedicata: visita a Palazzo Spadaro Libertini.

Per un quadro d’insieme della dimora โ€” dove si trova, com’รจ fatta, cosa la distingue โ€” la pagina รจ Palazzo Spadaro Libertini.