A Caltagirone, a pochi passi dalla Scalinata di Santa Maria del Monte, c’รจ una dimora privata che apre i suoi ambienti piรน importanti su appuntamento.
Non รจ un museo: รจ una casa, con i Saloni al piano nobile, i damaschi originali alle pareti e un ingresso secondario che si affaccia sui vicoli.



















Questa pagina รจ il quadro d’insieme: dove si trova, com’รจ fatta, cosa si vede. Ogni tema ha poi una pagina sua, linkata dove serve.
Dove si trova, e i due ingressi
L’indirizzo รจ via San Bonaventura 22, nel centro storico di Caltagirone, a poca distanza dalla celebre Scalinata e accanto alla chiesa seicentesca di San Bonaventura, sopravvissuta integra al terremoto del 1693.
C’รจ perรฒ un secondo ingresso, ed รจ quello piรน sorprendente: il Palazzo si apre anche sui carruggi, i vicoli ripidi che si arrampicano accanto alla Scalinata, da via Bonanno 1.
ยซCarruggiยป รจ parola genovese, e la tradizione locale la fa risalire a una presenza genovese in cittร in epoca medievale. Comunque sia arrivata, รจ rimasta: gli abitanti chiamano ancora cosรฌ i vicoli del centro storico, intricati come una casbah.
Cinque secoli, in breve
L’impianto รจ cinquecentesco e si fa risalire al palazzo mai finito di Bonaventura Secusio. Nella conformazione attuale il Palazzo nasce dopo il terremoto del 1693, dall’unione dei resti di edifici diversi: i lavori cominciarono nel 1725 e si conclusero nel 1732. Nel 1871 la maggior parte della dimora passรฒ ai Libertini dei Baroni di San Marco, che ne fecero la propria residenza e la arredarono ordinando in Francia.
Da lรฌ in avanti โ l’Arcadia, il salotto politico dell’Ottocento, Luigi Capuana, il recupero contemporaneo โ il racconto รจ in storia di Palazzo Spadaro Libertini.
C’รจ anche una storia che non รจ storia: quella del tesoro sepolto nel Palazzo nel 1799 e mai ritrovato.
I Saloni di Rappresentanza
Il piano nobile ospita cinque Saloni, ciascuno con il nome di ciรฒ che lo caratterizza: degli Stemmi, dei Marmi, Giallo, degli Specchi โ detto anche Rosso โ e Azzurro.
Le volte furono fatte decorare dai migliori artisti locali e portano le pitture di Francesco Vaccaro, della famiglia di artisti calatini le cui opere si trovano nelle chiese e nei musei da Caltagirone fino al ragusano. Le porte sono in vetro dipinto con animali esotici e fiori che richiamano i motivi delle volte, cosรฌ che la decorazione si legga come un disegno unico.
I damaschi e gli arredi francesi
I damaschi alle pareti dei Saloni non sono mai stati sostituiti: sono quelli originali, conservati con un approccio a intervento minimo. Con loro, arredi e infissi laccati bianco e oro ordinati in Francia, e tappeti Aubusson commissionati per i Saloni ai quali erano destinati.
Nel Salone degli Specchi c’รจ anche un Gran Coda Pleyel Wolff del 1865, restaurato conservando corde, martelletti e tastiera in avorio originali.
Come sono fatti questi tessuti, perchรฉ รจ raro che siano sopravvissuti e cosa guardare per accorgersene: damaschi, seta e tappeti Aubusson dei Saloni.
Le collezioni di ceramica
Nella dimora sono esposte collezioni di antiche riggiole, le mattonelle che costituivano i pavimenti dei palazzi dalla cui unione, dopo il 1693, รจ nato l’edificio attuale. Sono in corso di catalogazione e recupero a cura di Gemma Gravina di Belmonte, che ne ha voluto l’esposizione di una parte.
Nei Saloni sono inoltre esposte in permanenza opere di Maestri Ceramisti di Caltagirone, e in alcuni periodi dell’anno maioliche antiche delle manifatture calatine appartenenti a collezioni private.
L’anima medievale: il Castello, il primo piano e l’ipogeo
Sotto e dietro i Saloni il Palazzo cambia carattere. Finiscono gli ori e i tessuti, e restano la pietra e la struttura.
L’ingresso detto ยซdel Castelloยป รจ la parte piรน antica dell’edificio: archi, volte e murature che appartengono a una fase precedente alla ricostruzione settecentesca. ร lo strato su cui il Palazzo si รจ appoggiato ogni volta che รจ stato rifatto.
Allo stesso strato appartiene il primo piano, rimasto a lungo inutilizzato e recuperato di recente dalla proprietร : origine medievale, mai aperto al pubblico prima. E sotto tutto c’รจ l’ipogeo, gli ambienti sotterranei della dimora.
ร la ragione per cui il Palazzo non si legge come un edificio solo: รจ la sovrapposizione di ciรฒ che c’era prima e di ciรฒ che ci รจ stato costruito sopra, e i due strati sono ancora distinguibili a occhio.
Eventi, mostre e riprese
La parte di Rappresentanza ospita anche rinfreschi, concerti, mostre, conferenze e set fotografici, pubblicitari e cinematografici, con wi-fi in tutti gli ambienti. Per queste occasioni la proprietร mette a disposizione uno staff che conosce gli ambienti e collabora con piรน servizi di catering.
Capienze, spazi disponibili e modalitร sono nella pagina dedicata: i servizi di Palazzo Spadaro Libertini.
Visitare la dimora
I Saloni, l’ingresso ยซdel Castelloยป e l’ipogeo si visitano su prenotazione, con visita guidata.
Date, condizioni, prezzi, lingue e accessibilitร stanno tutti su una pagina sola, visite a Palazzo Spadaro Libertini: รจ quella da controllare prima di muoversi.
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La brochure
Come arrivare
- Aeroporto di Catania Fontanarossa โ circa 50 km
- Aeroporto di Comiso Pio La Torre โ circa 35 km
- Stazione ferroviaria di Caltagirone, collegata agli aeroporti di Catania e Comiso con i bus di linea AST ed Etna Trasporti
- dalle altre cittร della Sicilia e dagli aeroporti occidentali: bus di linea, treno o auto
Per inquadrare la cittร intorno alla dimora โ la ceramica, il barocco, la Scalinata โ la pagina รจ Caltagirone.
Profilo IG @palazzospadarolibertini
Sito Web www.palazzospadarolibertini.com
Dati Contatto
+39 366 211 6145
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